Racconti Estivi


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Quella sera...

...arrivÚ inaspettata e gradita la telefonata di Massimo."Ciao, perchť non vieni a cena da noi domani sera? Ci sono i miei colleghi, quelli che hai conosciuto l'anno scorso".
Era da un anno, infatti, che non vedevo Massimo, proprio da quella cena improvvisata in cui avevo avuto modo di conoscere i suoi colleghi, persone simpatiche e affiatate con le quali mi ero trovato molto bene.
"Vengo volentieri, sai che in questo periodo sono solo, a domani...".
Mi tornÚ alla mente la cena, l'atmosfera allegra, i discorsi su lavoro, politica, religione, donne, sport e barzellette.
A proposito di queste ultime ricordo in particolare una persona dalle mille risorse, appena si accennava qualche discorso aveva a disposizione almeno 5 o 6 barzellette a riguardo.
Si. era stata proprio una bella serata.

Il giorno dopo, mi presentai a casa di Massimo con i soliti pasticcini (la mia fantasia non andava oltre) e sentendo uno strano silenzio chiesi "Devono ancora arrivare?".
"No, sono giŗ arrivati, entra...".
"Ciao, ciao, come va", le solite presentazioni e la serata ebbe inizio in un modo che mai mi sarei aspettato ma, di certo, non deluse, anzi...
L'elemento trainante, il collega delle barzellette, era stranamente silenzioso e non interrompeva il racconto di un altro collega, la storia doveva essere veramente coinvolgente vista l'attenzione da parte di tutti.
Quella sera non aveva niente in comune con la serata dell'anno prima, era un insieme di "Ho saputo che...", "Uno mi ha raccontato che", "Anche a me Ť successo di...", "Una volta ho fatto uno strano sogno..." ognuno di noi aveva qualcosa da raccontare, storie, sogni, ricordi, fantasie.
La serata Ť stata fantastica e le sensazioni provate sicuramente mi faranno compagnia per molto molto tempo.


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